Cavalleria San Maurizio

Alla scoperta dei mazzi Visconti Sforza

tarocchi Visconti Sforza

Origini dei mazzi Visconti-Sforza

Risalenti al XV secolo, i tarocchi di Mazzi Visconti-Sforza sono tra i più antichi del Tardo Medioevo. Realizzati con materiali preziosi, i tarocchi si mostrano ai nostri occhi con illustrazioni magnifiche e spettacolari. Infatti, se all’inizio erano oggetti privi di valore della cultura popolare, col tempo hanno acquisito un fascino inestimabile. Soprattutto a livello storico e sociale.

Pare infatti che alcuni mazzi raffigurino i membri delle famiglie Visconti e Sforza da cui prendono il nome. Questo perché furono proprio loro a commissionarli a grandi artisti per la loro realizzazione. E’ proprio grazie a questi che esistono i mazzi classici delle carte e la versione marsigliese. 

Tra questi però vi sono i tarocchi più celebri. Vediamoli insieme nel dettaglio. 

Mazzo Visconti di Modrone

Molto probabilmente il più antico tra tutti. Il mazzo Visconti di Modrone è anche soprannominato Cary-Yale. Questo perché ha fatto parte per molto tempo della collezione di carte della famiglia Cary. La sua unicità risiede nell’essere rimasto intatto sino ai nostri giorni seppur così datato.

Ma c’è di più. Il mazzo Visconti di Modrone spicca tra gli altri per un’altra ragione. Per chi non lo sapesse, nei mazzi tradizionali ci sono esattamente 4 figure: fante, cavallo re e regina. Per questo mazzo se ne aggiungono altre due arrivando a ben 6 figure. Quali sono? donzella e dama a cavallo.

Nel complesso si contano 67 soggetti tra cui 11 trionfi, 17 figure e 39 carte prive di figura. Quest’ultime hanno uno sfondo argentato a differenza delle altre con sfondo in oro. Per finire? Le dimensioni sono circa 189 × 90 mm.

Il mazzo Brera-Brambilla

Altro fiore all’occhiello quello del mazzo Brera-Brambilla che prende il suo nome da Giovanni Brambilla. Costui infatti decise di comprare le carte a Venezia nell’anno 1900. Dal 1971 i mazzi sono però custoditi nella Pinacoteca di Brera a Milano.

A differenza del Mazzo di Medrone, questo qui vanta 48 carte in cui vi sono solo due trionfi: La Ruota della Fortuna e l’Imperatore. Le carte con le figure sono illustrate con sfondo d’oro mentre quelle prive hanno sfondo argentato così come i mazzi precedenti. Commissionato da Francesco Sforza a Bonifacio Bembo nel 1463, le carte sfoggiano le sette figure rimaste sino ai nostri giorni: fante e cavallo di coppe, fante e cavallo di denari, e fante e regina di bastoni.

Infine, anche in questo caso la misura dei tarocchi è più o meno la stessa: 180 × 90 mm.

Il mazzo Pierpont-Morgan Bergamo

Come nel primo caso, anche il mazzo Pierpont-Morgan Bergamo si aggiudica un secondo appellativo. In questo caso però è Colleoni-Baglioni e di Francesco Sforza. Tutto ha inizio nel XVII secondo quando il conte Ambivani decise di vendere 74 carte alla famiglia Donati. Quest’ultima decise a sua volta di fare lo stesso con Alessandro Colleoni nel lontano XIX.

Ma non è finita qui perché la famiglia bergamasca decise di dividere così il tutto: 26 carte al conte Francesco Baglioni, 35 carte alla biblioteca Pierpont-Morgan e 13 carte che sono ancora di loro possesso. La bellezza di queste carte risiede nello sfondo color crema con motivo floreale delle carte numerali. Le restanti (quelle con i trionfi e le figure) sono caratterizzate dallo sfondo in oro standard.

Anche la loro forma è leggermente diversa. Sono appunto realizzate in cartoncino ad angoli stondati e la loro dimensione è leggermente più piccola: 173 x 87mm.

Se vuoi rivivere la storia medievale in tutte le sue sfaccettature, chi meglio della cavalleria San Maurizio può farlo? Corri a visitarci e partecipa alle nostre giostre medievali nei più bei borghi di sempre! 

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