cavalloAnche se può sembrare strano, per imparare a conoscere i nostri cavalli di oggi bisogna prima conoscere i loro antenati, infatti nonostante siano a contatto con l’uomo da anni, non hanno mai cambiato le loro caratteristiche principali e sono rimaste creature molto sensibili e timorose.
Il cavallo è un animale che vive in branco, solitamente esso è composto da uno stallone e da un numero variabile tra giumente e puledri fino ai tre anni. Diversamente da altri branchi il capo è la giumenta dominatrice, mentre lo stallone guida il branco solo in casi di pericolo o di difesa da altri rivali, all’interno c’è una solida e ferrea gerarchia che fa evitare molti scontri interni, infatti ognuno conosce molto bene la sua posizione.
Principalmente il cavallo comunica attraverso gesti e comportamenti, molto importanti per il branco, ad esempio un ottimo indicatore dell’umore  sono i movimenti delle orecchie; se dritte e in avanti significano attenzioni, se si muovono molto significano inquietudine, se basse e all’indietro esprimono minaccia ed aggressività.
Di solito nel caso di uno scontro le minacce sono sufficienti e il più debole accetta la dominanza dell’altro, se lo scontro prosegue le armi più valide saranno ovviamente gli zoccoli e i denti, i combattimenti comunque non causano quasi mai ferite gravi o mortali. L’arte della sceneggiatura è ben conosciuta tra i cavalli e gli scontri più impressionanti accompagnati da fragorosi nitriti non hanno mai conseguenze.
Essendo un animale predato, possiede un forte istinto di fuga e sensi, come l’olfatto e l’udito, molto sviluppati; inoltre ha un campo visivo molto largo che gli permette di vedere quasi fino al suo posteriore, infatti gli unici punti morti sono davanti e dietro, pertanto sempre meglio avvicinarsi lateralmente e mai d’improvviso. In caso di pericolo il branco galoppa velocemente, senza la certezza di un vero pericolo. In natura può capitare di affrontare un predatore e nonostante preferisce la fuga ad uno scontro diretto, se costretto mette in atto armi temibili per la sopravvivenza, la difesa usata principalmente sono i calci posteriori, mentre gli anteriori servono per schiacciare l’avversario, in alcune occasioni si sono visti cavalli che con i denti alzavano il predatore per scaraventarlo con forza a terra.