La nostra compagnia è in grado di riproporre al pubblico i giochi d’Arme che venivano effettuati dai cavalieri per dimostrare la loro abilità. Non solo giostra medievale ma anche dei veri e propri giochi a cavallo per far vedere al pubblico chi è il più bravo.

Giochi d'Arme a Cavallo

I tornei, erano per eccellenza i giochi d’arme dei cavalieri, la giostra, la quintana, la gualdana, le corse all’anello rappresentavano un divertimento e un passatempo per quest’intera classe sociale, anche grazie a questi giochi d’arme, si distanziavano socialmente dalle classi più povere del Medioevo.
Così la noia della vita tranquilla che si svolgeva nel castello veniva interrotta dai tornei e dai giochi d’arme a cui i cavalieri talentuosi partecipavano. I motivi di questi incontri medioevali non erano solo per divertimento ma c’era il bisogno di tenere in allenamento il fisico e tenersi costantemente preparati per una eventuale guerra, e di continuare a possedere una certa destrezza che era molto utile in un mondo come quello feudale, pieno di pericoli. Ovviamente in questi “giochi d’Arme” non mancavano i morti e i feriti tra i cavalieri.
Per questo motivo i sovrani e la Chiesa tentarono di limitare il numero dei tornei, e rifiutavano la sepoltura in terra consacrata al cavaliere, anche se in punto di morte egli si pentiva.
Vale la pena di descrivere alcuni di questi giochi medioevali.
Il torneo a piedi era la più tipica espressione della cavalleria feudale. Esso consisteva in un confronto armato tra due opposte fazioni di cavalieri, ognuna doveva cercare di colpire l’altra per conquistare lo spazio racchiuso in un ampio steccato circolare.

Giostra del saraceno: Si tratta di un’antica competizione cavalleresca che trova le sue origini nel Medioevo e che consiste nel colpire un bersaglio, posto sullo scudo del Buratto con un colpo di lancia al termine di una veloce galoppata a cavallo. Il tutto senza farsi colpire dal mazzafrusto, imbracciato dal Buratto stesso, che girava quando veniva colpito. In principio probabilmente questo cavalcare contro un fantoccio era un esercizio militare, che lentamente assunse i connotati di manifestazione nella quale si sfidavano i cavalieri durante particolari celebrazioni o semplicemente per dimostrare la propria abilità.

Giostra all’anello o Quintana: La denominazione di Quintana deriva dal nome della quinta via dell’accampamento romano, nella quale aveva luogo l’addestramento dei soldati che, armati di lancia, si lanciavano contro un fantoccio cercando di infilare l’anello sospeso ad una mano del fantoccio. La prima testimonianza documentata dello svolgimento della Quintana o giostra dell’anello come torneo cavalleresco legato ad una festa, risale al 1448.

Spada a cavallo: La spada era corta e spuntata, e la sua lama era di lunghezza non superiore a quella di un braccio teso (mano compresa), larga almeno quattro dita (perché non potesse passare attraverso la gabbia dell’elmo), di sezione romboidale e con un dito di spessore al taglio; per essere più leggera, senza perdere in robustezza, era scanalata. La guardia della spada era formata da un’impugnatura munita di un pomo pesante e massiccio (che aveva la funzione di equilibrare la lama), di una coccia accartocciata e di una sbarra trasversale le cui estremità incurvate in avanti avevano li compito di bloccare il corpo dell’avversario. A volte il pomo poteva essere cavo e contenere quindi una reliquia o qualche particolare pegno: in questo caso tutta l’impugnatura dell’arma veniva appesantita per mantenerle le funzioni equilibratrici della lama. Una cinghia di cuoio a nodo scorsoio era attaccata al pomo e veniva fissata al polso del guanto di ferro del cavaliere.