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Storia del ducato di Milano: dai Visconti ai Sforza

storia del ducato di Milano

Chi sono i Visconti ed i Sforza e cos’hanno rappresentato per il Ducato di Milano

Nella storia del Ducato di Milano i Visconti e gli Sforza sono stati senza alcun dubbio figure di notevole rilievo. I Visconti ebbero infatti un ruolo fondamentale nell’espansione dei territori del Ducato di Milano alla fine del XIV secolo.

Fu in questo periodo infatti che il Ducato raggiunse la sua estensione maggiore, arrivando ad interessare tutto il territorio che va dalla Pianura Padana all’Italia centrale. 

La sua considerevole espansione non durò però molto a lungo nel tempo e, già agli inizi del XV secolo, una lunga serie di conflitti contro le Repubbliche di Venezie e di Firenze, oltre che contro lo Stato Pontificio, ricondussero i confini a quelli oggi compresi nel territorio lombardo.

Alla morte di Filippo Maria Visconti, ultimo componente della famiglia e privo di eredi, subentrò la famiglia Sforza che nel 1454, dopo una breve esperienza di governo repubblicano, salì al potere per continuare a scrivere la storia del Ducato di Milano.

Francesco Sforza era il genero dell’ultimo componente della famiglia Visconti e, subito dopo aver ricevuto il titolo di Duca di Milano, diede vita ad una serie di iniziative che portarono la città a vivere un periodo fiorente e prosperoso.

L’economia manifatturiera conobbe il suo periodo di splendore grazie alla lavorazione del ferro e della seta, mentre il settore agricolo si affermò per le sue importanti produzioni vitivinicole. 

A Francesco Sforza seguì poi Ludovico il Moro, che condusse il Ducato di Milano ad essere una delle più importanti realtà del Rinascimento Italiano.

L’importanza di Gian Galeazzo Visconti e Francesco Sforza nella storia del ducato di Milano

Chi è stato Gian Galeazzo Visconti? Conosciuto anche con il nome di Conte di Virtù, fu il primo Duca di Milano in carica dal 1395 al 1402. Figlio di Galeazzo II e Bianca di Savoia, Gian Galeazzo spiccò per le sue attitudini militari. Alla morte del padre, avvenuta nel Castello di Pavia il 4 agosto 1378, Gian Galeazzo inizia la sua difficile gestione dello Stato condivisa con lo zio paterno Bernabò.

I due entrarono presto in conflitto tra loro, anche a causa della predisposizione dello stesso zio a favorire con la propria politica i figli naturali e legittimi. L’ambizione del nipote non gli permetteva di cedere il passo all’altro ramo visconteo. 

I conflitti portarono Gian Galeazzo a tendere allo zio un agguato. Il 6 maggio 1385 Gian Galeazzo attirò con un pretesto lo zio ed i cugini alla Madonna del Monte sopra a Varese e, con l’aiuto del fedele Iacopo Dal Verme, li immobilizzò e li fece arrestare per poi condurli nel Castello di Trezzo dove lo zio morì.

Alla morte di Gian Galeazzo gli successe il figlio Filippo Maria Visconti, che fu impegnato a tentare di ricostruire quel predominio territoriale un tempo costruito dal padre.

Il primo Duca di Milano della famiglia sforzesca fu Francesco Sforza. Già abile condottiero di compagnia di ventura Francesco giunse alla corte del Duca di Milano Filippo Maria Visconti dopo aver combattuto per molti anni al fianco dei vari principati italiani, dal Regno di Napoli allo Stato Pontificio. 

Impegnato per lunghi anni a combattere per difendere gli intrighi organizzati dal Duca, Francesco Sforza dovette affrontare i sospetti e le invidie che la sua bravura come condottiero suscitavano nel Duca, alimentate anche dalla grande popolarità che aveva nel tempo conquistato.

Il matrimonio con la figlia di Filippo Maria Visconti, Bianca Maria, gli aprì le porte di successore del Duca di Milano.

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